Vikings: la serie TV che non ti aspetti.
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Vikings, il mondo dei Vichinghi, una serie TV dedicata interamente a loro, una serie TV che non può non essere barbara! Beh, si scherza un po' con i giochi di parole, eppure è ciò che ci si aspetta da un telefilm sui Vichinghi. Gente senza ordine e testa che ha come unico scopo nella vita le razzie e il bere. In fin dei conti sono Vichinghi, cosa potrà mai esserci di più? Effettivamente queste sono le premesse con cui ho iniziato a vedere questa serie, ma non credo di dire una cavolata quando affermo che molto probabilmente sono stato solo uno dei tanti a pensarla cosi, e chissà , forse è anche grazie a queste premesse che ho apprezzato tantissimo la serie, ma non solo, perché il potenziale c'è tutto, ed è anche espresso bene!
Ma veniamo a noi: Vikings racconta le gesta del guerriero Vichingo Ragnarr Loobrok in chiave romanzata e non esattamente attinente alle vicende storiche (ma personalmente, per le vicende storiche, posso dire un gran bel "e chi se ne frega!"). Ragnarr non è il comune guerriero barbaro, lui è un sognatore, lui è sia guerriero che saggio. Già da qui abbiamo un assaggio di quello che è il distacco dal mondo barbaro che ci si aspetta a quello che effettivamente viene messo in scena, un Vichingo che ha nella testa non la lotta per puro piacere personale, ma la lotta per avere qualcosa di più per se stesso e per gli altri.
Niente sete di sangue, solo la voglia di scoprire l'ignoto, di andare oltre e magari regalare un futuro migliore al suo popolo.
Proprio la sua voglia di scoprire l'ignoto gli offre l'opportunità di incontrare il monaco Athelstan, che come potrete ben immaginare sarà suo "schiavo", almeno inizialmente. Athelstan però dà nuova forma alla serie TV, è l'elemento che rappresenta la cultura occidentale, il popolo Cristiano, i popoli perbenisti, insomma, tutto ciò che è in netto contrasto con il popolo Vichingo, ma soprattutto è quel personaggio che spingerà ai limiti la curiosità di Ragnarr dando vita ad uno splendido contrasto culturale basato su usi, costumi e soprattutto la religione che diventerà elemento centrale in Vikings e forse l'elemento più interessante. Da questo punto nasceranno innumerevoli discussioni, alcune più interessanti, altre meno, ma indubbiamente stuzzicano l'attenzione del telespettatore portandolo anche ad interessarsi a culture a lui sconosciute.
Badate bene però, Vikings non è interessante solo sotto il punto di vista della sceneggiatura. I vari attori presenti ad esempio, riescono ad interpretare alla perfezione ogni singolo personaggio caratterizzandoli in maniera egregia. Fotografia e regia inoltre sono eccellenti, e talvolta riescono e regalare delle perle di rara bellezza.
Insomma, Vikings è un piccolo gioiellino che andrebbe visto, non penso che tutti l'apprezzeranno, ma sicuramente in molti la troveranno interessante.
Dispiace solo che nella seconda parte della quarta stagione ci sia vistoso calo e temo, purtroppo, che non riuscirà più a risollevarsi, ma, come sempre, la speranza è l'ultima a morire.
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The Japanese call it Hanakotoba, and King Charles II brought it to Sweden from Persia in the 17th century. Read More
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