E' la prima volta che leggo qualcosa di Gāo Xíngjiàn, e sono qui a parlare di un racconto facente parte di questa raccolta che mi ha molto colpito per la sua struttura e per l'impatto che ha avuto su di me.
Nota: per questo articolo faccio riferimento a XÍNGJIÀN GĀO, Una canna da pesca per mio nonno, Milano, Rizzoli, 2001, pp. 103-138
Questo racconto mi ha fatto pensare dopo qualche pagina ad una canzone a cui sono particolarmente legato e che mi ha suscitato in passato sensazioni simili:
Può accadere senza che la sveglia suonio a metà di un sogno o un tiro di palloneA metà concerto o sull’autostradache la mezzaluna ha il sole sulla codae i carabinieri fanno benzinao a meta del salto di una ballerinaPuò accadere appena ti è venuto in menteche se chiedi scusa non ci perdi nienteMentre le ragazze asciugano i capelliMentre i giocatori studiano i cavalliPuò accadere e tu lo sai.E se fosse autunno non faremmo in tempoa mangiare i funghi nati dalla pioggiaa finir gli amori nati sulla spiaggiae se fosse aprile pensa che peccatoche non è finito ancora il campionatoE se succedesse mentre tu sei solanon potrei lasciarti l’ultima parolae poi e poi può capitareanche se staserac’è un tramonto troppo sano troppo mioper aver paura anch’io.E potrebbe essere anche domattinacoi banditi in banca per una rapinacoi bambini a scuola ad imparare il mondoed i pescatori ad imparare il fondoSe al di là del cielonel momento esatto fossero a guardaresembrerebbe sololo strizzare d’occhi di una stellafuochi da lontanopoi la notte torna normalee non se ne parla più[...]
Il racconto di cui voglio parlare ha una costruzione molto particolare che, abbinata ad una scrittura pulitissima, musicale e molto scorrevole crea un vorticoso mescolarsi di suggestioni, immagini, suoni, parole.
Lo scrittore racconta in rapida successione degli attimi, riguardanti moltissimi aspetti microcosmici e macrocosmici, che riguardano la vita, la morte, gli uomini, gli animali, gli esseri viventi e quelli inanimati. Si dedica al vento, agli occhi di un pesce morto, ai raggi del sole su una roccia, ad un uomo che prende un taxi. Attimi che vengono interrotti per lasciare spazio ad altri eventi, per poi riprendere successivamente in un secondo momento, senza identificazioni, dialoghi, senza elementi che possano in qualche modo inscrivere ciò che viene raccontato in un particolare contesto. Scene che quindi vengono "spezzate" in singoli momenti che hanno un loro valore nella loro unicità e in quel tempo che non ha un passato o un futuro.
Inutile dire che tutto è scritto al presente
Dopo qualche pagina la lettura diventa più veloce, serrata, come se la velocità di lettura dei singoli momenti possa dare speranza a chi legge di poter fotografare un grande quadro d'insieme di ciò che sta accadendo in luoghi e momenti non definiti, e di poter guadagnare quanto più tempo possibile per poter mantenere viva nella mente l'immagine di ciò che ci viene raccontato con così tanta trasparenza stilistica.
Ha il viso rivolto verso il lungo rettangolo di cielo di un intenso azzurro incastonato fra le case ai due lati della strada, il suo profilo si staglia come carta ritagliata, la cravatta ondeggia al vento, unico oggetto in movimento in mezzo alla strada in ombra.
Man mano che si va avanti nel racconto le diverse scene descritte cominciano ad apparire più chiare e calate in un contesto logico che però non ha un diretto collegamento con le altre storie facenti parte di questo elegante dipinto.
Proprio così, un dipinto: una composizione dove la mela non ha niente a che vedere con la pera o con la tovaglia, se non il grande legame che tiene insieme tutti gli elementi della natura. Nel bene e nel male, purtroppo.
Sotto i raggi del sole una fila di uomini avanza lungo il crinale della montagna, li precede una bandiera stracciata che ondeggia al vento. Malgrado la distanza si riesce a sentirla schioccare nell'aria.
Gāo Xíngjiàn con una scrittura che fa molti riferimenti ai colori e ai movimenti degli elementi da lui descritti accompagna il lettore con delle vere e proprie "istantanee", immagini incredibilmente evocative che si esauriscono al subentrare di nuove visioni per poi tornare nella mente del lettore e ricalcare i tratti leggeri che la matita della sua mente ha tracciato durante la lettura.
Queste istantanee perfette, lucenti e colorate fanno eco alla pittura orientale in tutta la sua semplicità e universalità, pregna di suggestioni che fanno capolino con dolce silenzio nella sensibilità del fruitore, protagonista di un mondo che viene creato oltre la tela, la carta, il legno. Il mondo in un attimo.
